
Hai la sensazione che il cuore batta troppo forte, manca il respiro o c'è una sensazione di sopraffazione senza motivo apparente? La terapia può aiutarti a riconoscere i segnali del tuo corpo e imparare a gestirli con più consapevolezza.

Ti senti spesso oggetto di fraintendimenti, in conflitto con chi ti sta vicino o ti ritiri per evitare il dolore? Esplorare le dinamiche relazionali può aprire la strada a rapporti più sani e autentici.

Ti giudichi con durezza o avverti un senso di inadeguatezza? Un percorso psicologico può aiutarti a ricostruire la fiducia in te e a ritrovare un’immagine più gentile e reale di chi sei.

Stai vivendo tensioni familiari o difficoltà nella tua relazione? La terapia può diventare uno spazio dove ascoltarsi, capirsi e trovare nuove modalità per stare insieme.

Non ti senti all’altezza come genitore o hai dubbi su come affrontare certe situazioni? Lavoriamo insieme per aiutarti a essere presente con serenità e consapevolezza nel ruolo educativo.

Se tuo figlio o tua figlia sta attraversando un periodo difficile, la psicoterapia può offrire uno spazio protetto per comprendere emozioni, paure e bisogni in trasformazione.
Mi chiamo Giulia Gnemmi e lavoro come psicologa e psicoterapeuta ad Ancona.
Negli ultimi dieci anni ho incontrato tante storie, tante persone. Ognuna diversa, ognuna unica. E ogni volta ho messo al centro la stessa cosa: ascolto, rispetto e presenza autentica.
📍 Dopo la laurea con lode in Psicologia Clinica presso l’Università di Urbino, ho svolto il mio tirocinio in una comunità socio-riabilitativa, dove ho imparato cosa significa stare davvero accanto alla fragilità.
📍 Mi sono poi specializzata in Psicoterapia Sistemico Familiare all’Istituto di Terapia Familiare di Ancona, un approccio che guarda alla persona dentro le sue relazioni, i suoi legami, la sua storia.
📍 Ho collaborato con il Consultorio Familiare di Ancona, dove ho seguito percorsi di sostegno alla genitorialità e alla coppia.
Ma oltre al curriculum, c’è il mio modo di esserci. Non ti dirò cosa devi fare. Ti aiuterò a capire cosa senti, cosa vuoi, dove fa male, e da dove puoi ripartire.
La psicoterapia è prima di tutto un’esperienza di incontro. Un percorso che non si concentra solo sul sintomo o sul singolo individuo, ma considera le relazioni significative, i contesti e le connessioni che ogni persona vive quotidianamente. Aspettati di trovare uno spazio sicuro, in cui portare non solo ciò che ti fa soffrire, ma anche ciò che desideri comprendere meglio: i legami familiari, le dinamiche affettive, le modalità con cui ti relazioni agli altri e a te stesso/a.
Non ci sono etichette né diagnosi imposte: c’è uno sguardo curioso e rispettoso su ciò che sei, su come funzioni, su cosa senti. Lavoreremo insieme per comprendere quali sono le storie che ti abitano, come si sono costruite e che ruolo giocano nel tuo presente. Attraverso il dialogo e la co-costruzione del significato, potremo esplorare nuove possibilità di lettura, nuovi modi di sentire e di agire.
La terapia non è un luogo in cui si ricevono soluzioni, ma uno spazio in cui si generano domande che aprono scenari nuovi. E io sarò lì per camminare accanto a te, nel rispetto dei tuoi tempi, delle tue relazioni e della tua storia.
Il primo incontro è uno spazio in cui iniziare a conoscersi, comprendere insieme cosa ha portato a chiedere aiuto e costruire un primo senso condiviso di ciò che sta accadendo. Non serve sapere esattamente cosa dire: si parte da ciò che emerge, anche se confuso, incerto, difficile da nominare.
Nell’approccio sistemico-relazionale, ogni storia viene accolta considerando i legami significativi, le reti familiari e i contesti relazionali. Durante il primo colloquio si esplorano questi elementi con delicatezza, attraverso l’ascolto attivo e domande che aiutano a far emergere i significati profondi delle esperienze. Si iniziano così a delineare le possibili direzioni del percorso terapeutico, nel rispetto del vissuto portato e dei tempi necessari.
Il primo incontro non è vincolante: serve anche a comprendere se si è a proprio agio nel condividere pensieri ed emozioni, e se si sente che può nascere una relazione di fiducia. È da qui che può partire un lavoro serio, rispettoso e co-costruito, in cui ogni voce ha valore e in cui il senso viene costruito insieme, passo dopo passo.
La frequenza degli incontri viene stabilita insieme, in base a ciò che emerge nei primi colloqui, al tipo di difficoltà portata e alle risorse disponibili. Nella fase iniziale, è utile vedersi con regolarità per creare continuità e costruire uno spazio condiviso dove far sedimentare pensieri, emozioni e parole.
Col tempo, questa cadenza può essere rinegoziata, tenendo conto del percorso che si sta costruendo, delle trasformazioni in atto e dei cambiamenti che prendono forma. Ogni esperienza è diversa e ogni relazione terapeutica ha il suo ritmo. La costanza è importante, ma sempre nel rispetto del momento presente, del contesto e della storia che ogni persona porta con sé.
L’obiettivo non è aderire a un modello rigido, ma creare insieme un tempo che possa diventare davvero uno spazio abitabile: riconoscibile, sicuro, trasformativo. Un tempo in cui ogni incontro rappresenta un’opportunità per osservare, comprendere e rimettere in movimento ciò che sembrava bloccato.
La durata non è definita a priori, ma si ascolta e si calibra man mano, in base a ciò che accade nella relazione terapeutica e nel contesto più ampio della vita. Periodicamente ci si ferma a osservare dove si è arrivati, cosa è cambiato, cosa ha ancora bisogno di cura. È un processo che si costruisce insieme, passo dopo passo, con attenzione, rispetto e presenza autentica.
Ogni seduta si svolge in uno spazio riservato e protetto, pensato per accogliere ciò che accade, senza giudizio. All’inizio dell’incontro si può partire da un evento recente, da una sensazione, da qualcosa che è rimasto in sospeso. Il contenuto non è mai predefinito: emerge da ciò che si porta nel momento presente, dalla relazione e dai fili che si intrecciano tra passato e presente.
Non si tratta solo di parlare, ma di costruire insieme nuovi significati, nuove connessioni tra ciò che si vive dentro e ciò che accade fuori. Si osservano le dinamiche, i legami, le modalità relazionali che emergono nella quotidianità e nella relazione terapeutica stessa. A volte si lavora su emozioni difficili da nominare, altre volte su pensieri che ritornano o comportamenti che sembrano ripetersi. Ogni seduta è uno spazio vivo, che si adatta e si trasforma nel tempo.
Non c’è un modo giusto di partecipare: c’è un modo autentico, e cambia da persona a persona, da incontro a incontro. L’obiettivo non è correggere, ma comprendere. E da quella comprensione, lasciar emergere nuove possibilità di sentire, di scegliere, di stare nelle relazioni.
Sì, le sedute di psicoterapia sono considerate una spesa sanitaria detraibile nella dichiarazione dei redditi. Per poter usufruire della detrazione, è importante che il pagamento avvenga con strumenti tracciabili (es. bonifico, bancomat, carta) e che venga rilasciata regolare fattura.